copertina del libro

Ho appena finito di leggere “la solitudine dei numeri primi” del giovane Paolo Giordano, un libro affascinante che ripercorre le frustrazioni, le paure, le conquiste e le incomprensioni legate all’adolescenza. Nel romanzo si evince che la vita di ognuno di noi può essere determinata da singoli episodi accaduti nell’infanzia che possono segnare per sempre la nostra esistenza. Questo è quello che accade ai due protagonisti del romanzo che diventano due “numeri primi”, due persone sole, che si avvicinano, si cercano, credono di aver superato la propria condizione di solitudine ma che inevitabilmente rimarranno soli, come due numeri primi gemelli, come ci racconta Paolo Giordano nel passo del libro più affascinante che di seguito vi ripropongo.
“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti tra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari, per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in un collana. Altre volte, invee, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non  fossero capaci.
In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numer primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè tra di loro c’è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi davvero. Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se hai la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silnzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in alti due gemlli, avvinghiati stretti l’uno all’altro. Tra i matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li scopre…”

Paolo Giordano, La solitudne dei numeri primi, Mondadori 2008 (p. 312)


Inoltre mi ha colpito molto la copertina del libro. Essendo io appassionato di fotografia, mi sono chiesto chi aveva scattatto la foto di quel volto, cosi misterioso e ambiguo. E cosi mi sono imbattuto nella galleria fotografica di Rooze su DeviantArt il cui indirizzo è http://rooze.deviantart.com/

Trovo le sue foto molto belle, di un fascino particolare. Vi invito a visitare la sua galleria di cui vi propongo alcuni lavori.

creation__by_rooze

give_me_some_more__by_rooze

lost_in_norway__by_rooze

nature__by_rooze